In un’Europa che affronta nuove sfide economiche, ambientali e sociali, è necessario un cambio radicale di paradigma: superare la fiducia cieca nella crescita del Pil come via obbligata per ridurre la povertà ed affrontare le sfide del futuro del pianeta. Denunciando le contraddizioni di un modello che sacrifica giustizia sociale e sostenibilità ambientale sull’altare della competitività, il volume mette in discussione la narrazione dominante che lega benessere e sviluppo economico e propone la riscoperta dei valori fondativi di un’Europa sociale, e della necessità di un’autentica transizione verso un’economia giusta e realmente sostenibile, centrata sui bisogni reali e orientata alla riduzione delle disuguaglianze. A partire da una lettura della realtà radicata nella dottrina sociale della chiesa, il volume esplora le vie per una riflessione trasformativa dell’economia e invita a immaginare un’Europa capace di coniugare giustizia climatica, inclusione e diritti, in grado di sfidare il mito della crescita infinita.
Gaudium et Spes è un testo dirompente; approvato nel 1965 al termine del concilio Vaticano II, impone di aprire la chiesa al confronto con il mondo. La «nuova stagione» sinodale trova la sua radice in questa consapevolezza della chiesa come «popolo di Dio», chiamata a divenire per tutti un luogo di dialogo e d’esperienza personale di Cristo. I contributi qui raccolti cercano di attualizzare il testo alle questioni di oggi e costituiscono un articolato approfondimento di quelle domande antropologicamente nodali che il concilio aveva colto e che, mediante il lavoro della SIRT, si è cercato di riportare alla luce per una ricezione più ampia e rinnovata.
Dilexi Te, ti ho amato, è la prima e attesissima esortazione apostolica di papa Leone XIV. Il testo mette al centro l’amoreverso i poveri, in dialogo con la Dilexit nos di papa Francesco. È solo nella cura dei poveri che la chiesa può restare fedele al Vangelo, e in questa fedeltà le sue opere, le sue istituzioni e le sue esperienze diventano atti profondamente politici.La prefazione di don Mattia Ferrari nasce dall’incontro tra la sua testimonianza quotidiana al servizio dei migranti e quelladi Francesco e Leone, che nei loro scritti consegnano un Vangelo vissuto prima ancora che pensato.
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