La prima enciclica di Papa Leone XIV si muove dichiaratamente nel solco della Rerum novarum, firmata 135 anni fa daLeone XIII. Allora il documento pontificio affrontava le profonde trasformazioni economiche e del mondo del lavoro, definendo i tratti dell’impegno sociale del magistero della Chiesa all’alba del XX secolo. Oggi l’enciclica esce in un tempo in cui, di nuovo, l’umanità è chiamata ad affrontare gli sconvolgimenti introdotti dall’evoluzione della tecnica, che rimette in discussione ogni paradigma del sapere, trasforma i sistemi produttivi e riorienta quelli sociali. Nell’epoca della rivoluzione digitale impressa dall’intelligenza artificiale, il magistero pontificio mantiene al centro la persona umana ed esorta alla sua custodia, alla tutela dei suoi diritti e alla difesa della sua dignità.
La fitta sequenza di giorni e mesi annotata da Sergej Bulgakov fa di questo libro un Diario. Ma il tempo è solo una cornice, il perimetro numerico di un arco breve – poco più di un anno, dal 21 marzo 1924 al 22 giugno 1925 – in cui ogni punto è orientato verso la seconda parola del sottotitolo, che richiama il titolo originale dell’opera: spirituale. Nel racconto di Bulgakov la sua vita così profondamente vissuta e il suo spirito inquieto sono offerti al lettore in un intreccio del tutto inedito. L’inseguirsi dei giorni o la geografia dei luoghi perdono l’oggettività del riferimento quotidiano perché ne impregnano la profondità: se c’è un tempo è quello dello spirito alla ricerca dell’amore; quando c’è un luogo è la terra da cui il prete russo è stato cacciato, ma se il tormento del distacco diviene libertà, allora anche la patria lontana è trasformata in un luogo dello spirito. Come orientarsi in questo dedalo di riflessioni? Ce lo suggerisce l’autore: come nella vita, calandosi nel presente, perché «già tutto è dato e bisogna solo trovarlo».
Dal Primo al Nuovo Testamento, Olivier Catel intraprende un viaggio biblico alla riscoperta della vera natura del digiuno, una pratica che ha attraversato secoli, religioni e culture ed è tornata alla ribalta in questo tempo, in cui benessere e sviluppo personale sono più che mai al centro della riflessione individuale. Cosa resta dell’antico atto di privarsi volontariamente del cibo nell’epoca del consumismo? Come riscoprire la dimensione collettiva del digiuno, la forza originaria che ne fa ancora uno strumento di salvezza? Questo libro è un invito alla conoscenza, una guida che orienta nella ricerca del senso profondo di un’azione che ognuno compie da solo, ma che Dio riconosce solo nel suo legame con la comunità.
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