I contributi raccolti in questo libro sono stati presentati al XIX Convegno annuale della Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, tenutosi a Bologna nel 2025, e si presentano come il naturale prosieguo della ricerca teologica transdisciplinare avviata ormai da un decennio dal Dipartimento di Teologia dell’Evangelizzazione della FTER. Organizzato in tre parti – la prima dedicata a questioni antropologiche, la seconda di interesse sistematico e la terza di taglio esegetico – il libro disvela una nuova e necessaria prospettiva dell’evangelizzazione nel tempo della crisi, una visione che pone al centro l’esperienza spirituale vissuta da chi accoglie il vangelo. Il frutto di quell’esperienza è la speranza: nella consapevolezza che la crisi, ormai strutturale, non può essere superata ma deve essere attraversata, la speranza irradia la sua luce affinché non ci si smarrisca tra le fratture di questo tempo. Con contributi di:Paolo Boschini, Pier Luigi Cabri, Matteo Prodi, Brunetto Salvarani, Luciano Luppi, Riccardo Paltrinieri, Federico Badiali, Nicola Gardusi, Fabio Quartieri, Paolo Mascilongo, Enrico Casadei Garofani, Michele Grassilli, Davide Arcangeli, Maurizio Marcheselli.
Cinque versioni dello stesso episodio, cinque testimoni che raccontano il gesto più sacro di Gesù durante l’ultima cena: spezzare il pane, versare il vino, offrirli ai discepoli. L’apostolo Paolo, Giovanni e i tre sinottici propongono descrizioni simili che però presentano numerose variabili intorno alle quali si sono concentrati decenni di studi e interpretazioni. Quale rapporto fra il gesto e le parole? Spezzare il pane e versare il vino sono due azioni con un unico fine o i due doni chiamano a una diversa comprensione dell’accoglierli? In un vero e proprio «dossier neotestamentario» Ermenegildo Manicardi ricostruisce la scena e ne offre la sua interpretazione con la pazienza del fine biblista e la profondità di sguardo del teologo.
La giustizia riparativa propone un radicale cambio di prospettiva: mentre la giustizia “tradizionale” mira a ristabilire l’ordine violato dalla norma, quella riparativa si concentra su ciò che resta irrisolto dopo l’esito formale del processo, quando la sofferenza continua ad abitare le persone e le relazioni. La frattura prodotta dal reato non è più letta soltanto come un fatto individuale da sanzionare o risarcire, ma come una ferita che interpella l’intera comunità. Il dolore causato diviene così il centro di una riflessione condivisa sulla cura, che coinvolge chi ha subito l’ingiustizia, chi ne è stato autore e il contesto sociale in cui essa si è prodotta. Con questo volume corale, Caritas Italiana offre uno strumento prezioso di comprensione e di impegno: dall’approfondimento teologico all’analisi aggiornata del quadro normativo, fino alle pratiche concrete delle città riparative. Un libro rivolto alle persone, ai territori e alle comunità che intendono interrogarsi su come sia possibile, oggi, «vivere riparativamente», facendo della giustizia riparativa uno stile di vita.
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