«Ciascuno cresce solo se sognato», scriveva Danilo Dolci. Eppure oggi in Italia a troppi bambini e bambine e a troppi adolescenti manca di essere sognati, e loro stessi sognano poco, sognano da soli, a volte non sognano più. La povertà educativa – la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare, coltivare talenti e aspirazioni – è uno dei volti più duri della disuguaglianza, una minaccia concreta per la tenuta democratica del paese. Promosso da Caritas Italiana, questo volume riunisce voci autorevoli della ricerca, delle istituzioni e del terzo settore per definire, misurare e soprattutto provare a contrastare il fenomeno. Dai dati alle politiche, dalle esperienze dei territori alle storie di alleanze e riconciliazioni, emerge una convinzione: nessuno educa da solo. È la comunità educante – famiglie, scuole, parrocchie, quartieri – il terreno in cui il seme del cambiamento può germinare. Un libro per chi crede che restituire ai ragazzi e alle ragazze il diritto di sognare sia responsabilità di tutti e che ogni comunità possa farsi luogo di speranza.
Il vero e unico testo da mettere tra le mani di chiunque si accinga a intraprendere un percorso di fede o di chi voglia riaccenderlo è la Bibbia e, in modo speciale, i quattro vangeli. La novità di questo progetto è presentare il testointegrale del vangelo nel formato di un libro di catechismo, perché possa veramente essere utilizzato per avvicinare la Scrittura anche come oggetto di studio e approfondimento. Le pagine a colori e le immagini aiutano a penetrarenel messaggio racchiuso nel testo, il tipo di carta utilizzata nel volume facilita lo scrivere, sottolineare, segnare piccoli appunti, perché ogni lettore possa «fare proprio» il testo biblico.
Fra gli anni Venti e Trenta del Novecento un laico scrive al suo parroco: lettere pungenti, ironiche e a tratti spietate in cui gli dice quello che ai suoi occhi proprio non va in parrocchia: troppo clericalismo, un Vangelo troppo recitato e poco vissuto, troppa indifferenza verso i poveri. L’epistolario sarebbe già sorprendente in sé per la lungimiranza profetica e il coraggio di parlare alla chiesa di quegli anni, ma diventa una testimonianza straordinaria perché quel finto laico è in realtà lo stesso don Primo Mazzolari.
Iscriviti alla nostra newsletter per essere informato su novità e approfondimenti
© 2026