«Ciascuno cresce solo se sognato», scriveva Danilo Dolci. Eppure oggi in Italia a troppi bambini e bambine e a troppi adolescenti manca di essere sognati, e loro stessi sognano poco, sognano da soli, a volte non sognano più. La povertà educativa – la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare, coltivare talenti e aspirazioni – è uno dei volti più duri della disuguaglianza, una minaccia concreta per la tenuta democratica del paese. Promosso da Caritas Italiana, questo volume riunisce voci autorevoli della ricerca, delle istituzioni e del terzo settore per definire, misurare e soprattutto provare a contrastare il fenomeno. Dai dati alle politiche, dalle esperienze dei territori alle storie di alleanze e riconciliazioni, emerge una convinzione: nessuno educa da solo. È la comunità educante – famiglie, scuole, parrocchie, quartieri – il terreno in cui il seme del cambiamento può germinare. Un libro per chi crede che restituire ai ragazzi e alle ragazze il diritto di sognare sia responsabilità di tutti e che ogni comunità possa farsi luogo di speranza.
Il vero e unico testo da mettere tra le mani di chiunque si accinga a intraprendere un percorso di fede o di chi voglia riaccenderlo è la Bibbia e, in modo speciale, i quattro vangeli. La novità di questo progetto è presentare il testointegrale del vangelo nel formato di un libro di catechismo, perché possa veramente essere utilizzato per avvicinare la Scrittura anche come oggetto di studio e approfondimento. Le pagine a colori e le immagini aiutano a penetrarenel messaggio racchiuso nel testo, il tipo di carta utilizzata nel volume facilita lo scrivere, sottolineare, segnare piccoli appunti, perché ogni lettore possa «fare proprio» il testo biblico.
La fitta sequenza di giorni e mesi annotata da Sergej Bulgakov fa di questo libro un Diario. Ma il tempo è solo una cornice, il perimetro numerico di un arco breve – poco più di un anno, dal 21 marzo 1924 al 22 giugno 1925 – in cui ogni punto è orientato verso la seconda parola del sottotitolo, che richiama il titolo originale dell’opera: spirituale. Nel racconto di Bulgakov la sua vita così profondamente vissuta e il suo spirito inquieto sono offerti al lettore in un intreccio del tutto inedito. L’inseguirsi dei giorni o la geografia dei luoghi perdono l’oggettività del riferimento quotidiano perché ne impregnano la profondità: se c’è un tempo è quello dello spirito alla ricerca dell’amore; quando c’è un luogo è la terra da cui il prete russo è stato cacciato, ma se il tormento del distacco diviene libertà, allora anche la patria lontana è trasformata in un luogo dello spirito. Come orientarsi in questo dedalo di riflessioni? Ce lo suggerisce l’autore: come nella vita, calandosi nel presente, perché «già tutto è dato e bisogna solo trovarlo».
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