Pastore, teologo, professore, marito, padre, nonno. Christiane Tietz non tralascia di ricostruire nessuno degli aspetti della vita di Karl Barth, e per la prima volta in questa suggestiva biografia personale e politica presenta le continue interazioni fra il pensiero del teologo e le profonde contraddizioni dell’uomo. Barth è un genio inquieto, in contrasto con la teologia dominante, con il nazionalsocialismo al potere e con un cristianesimo che lo vorrebbe marito fedele mentre per decenni convive nella stessa casa con la moglie e l’amante: «la soluzione meno imperfetta», la definirà nello sforzo di trovare ordine nel disordine. Nelle pagine di questo libro, anche grazie a un corredo di fotografie rare e intime, accanto a quello del teologo si delinea il profilo di un uomo finora poco noto che, non senza qualche sorpresa per il lettore, completa il ritratto del più importante teologo del Novecento.
Perché si soffre? È forse il primo e più grande interrogativo che si pone l’uomo dinanzi alle innumerevoli forme che nella sua esperienza di vita il male può assumere. Una domanda che per i credenti è gravata dal pensiero angosciante di un Dio che lo consente: se Dio è buono, perché permette che gli innocenti soffrano? Il biblista Luca Mazzinghi e il filosofo Andrea Di Maio si mettono alla ricerca di possibili risposte rileggendo il Libro di Giobbe, il testo biblico che più di ogni altro ragiona sul mistero del male.
Francesco ha accompagnato Mazzolari durante tutta la sua vita e, come un innamorato lontano, don Primo ha intessuto con gli scritti e la testimonianza del Santo d’Assisi una corrispondenza fatta di prediche, meditazioni e articoli. Al centro di ogni testo c’è il Vangelo, la carica rivoluzionaria della Parola che rimette sempre al centro la povertà, unica via per la vera libertà. A ottocento anni dalla morte di Francesco, questa raccolta di dieci scritti fra i molti che Mazzolari gli ha dedicato ricorda come, per entrambi, la forza della Parola non è mai affidata solo alla predicazione ma va sempre testimoniata con le scelte, a volte scomode, di chi ha vissuto l’esperienza cristiana come un «ribelle obbediente».
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