Perché si soffre? È forse il primo e più grande interrogativo che si pone l’uomo dinanzi alle innumerevoli forme che nella sua esperienza di vita il male può assumere. Una domanda che per i credenti è gravata dal pensiero angosciante di un Dio che lo consente: se Dio è buono, perché permette che gli innocenti soffrano? Il biblista Luca Mazzinghi e il filosofo Andrea Di Maio si mettono alla ricerca di possibili risposte rileggendo il Libro di Giobbe, il testo biblico che più di ogni altro ragiona sul mistero del male.
Alle voci di questo dizionario hanno partecipato circa settanta biblisti e studiosi di diverse discipline teologiche. L’obiettivo è quello di coniugare il rigore dell’esegesi con un approccio di carattere divulgativo, attento anche al lettore meno abituato al linguaggio teologico. Il dizionario prende in considerazione un numero molto ampio di voci, selezionate perché determinanti per la teologia biblica. Ogni voce offre un’aggiornata bibliografia e un approfondimento dei passi biblici più significativi, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. I diversi riferimenti biblici accompagnano chi legge alla meditazione e alla frequentazione della parola di Dio, rispettando un criterio classico dell’esegesi biblica: la Bibbia si comprende con la Bibbia.
Francesco ha accompagnato Mazzolari durante tutta la sua vita e, come un innamorato lontano, don Primo ha intessuto con gli scritti e la testimonianza del Santo d’Assisi una corrispondenza fatta di prediche, meditazioni e articoli. Al centro di ogni testo c’è il Vangelo, la carica rivoluzionaria della Parola che rimette sempre al centro la povertà, unica via per la vera libertà. A ottocento anni dalla morte di Francesco, questa raccolta di dieci scritti fra i molti che Mazzolari gli ha dedicato ricorda come, per entrambi, la forza della Parola non è mai affidata solo alla predicazione ma va sempre testimoniata con le scelte, a volte scomode, di chi ha vissuto l’esperienza cristiana come un «ribelle obbediente».
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